I miei lettori

martedì 17 giugno 2008

Matematica? No, grazie.


Qualche giorno fa, su una emittente televisiva locale, durante una trasmissione ho rivisto una mia vecchia maestra.
Naturalmente rivedendola dopo vent’anni lo trovata cambiata, perché come si sa il tempo fa la sua parte.
Mi sono in quel momento ritornate a mente vecchie paure, che hanno suscitato nella fase adolescenziale un turbamento. Nulla di chè, state tranquilli nussuno shock, tuttavia per un compito in classe andato male e per un foglio in bianco consegnato, l'insegnante ha cambiato, anzi stravolto, il giudizio positivo che aveva nei miei confronti, essendo la matematica una tra le mie materie preferite.
Di la i guai, non c’erano versi, dopo quell’episodio lo svolgere le successive prove in classe, era andare al fronte bellico. Ho iniziato ad avere un blocco interno, tanto da cominciare ad odiare tale disciplina e tutto quello che era riconducibile ad essa.
Pensate all’indomani, nonostante aver frequentato altra scuola, corsi, stage, master, concorsi, ho ritrovato le stesse difficoltà, per superare le interrogazioni ho dovuto addirittura imparare a memoria le lezioni, ma senza che dopo mi rimanesse nulla a mente. Non riesco ad aprire la mente a sta benedetta matematica, resto bloccato anche oggi che sono padre. Non sono neanche capace di aiutare mio figlio a fare i compiti! Papà, mi chiede, mi aiuti a risolvere questo problema? No, gli rispondo, fatti aiutare dalla mamma. E’ vero in tutte le cose vi è un rapporto di causa effetto, quindi non mi rimane che dire: “Galeotta fu la maestra…..”
Share

4 commenti:

Luciano Riccardi ha detto...

Ho sempre odiato la matematica, per me sempre e costantemente incomprensibile. Il mio cervello lavora con le associazioni analogiche delle parole, la sfumatura dei linguaggi, il mutamento lento dei significati e dei riferimenti, non si adatta alla precisione ed alla nettezza del numero.
Tant'è.

Spinoza ha detto...

La matematica può essere estremamente demanding, molto più di altre scienze naturali.

Neanche io la trovo semplice, tant'è che i voti più bassi all'università li ho avuti alle matematiche.

Però trovo che sia estremamente bella e poetica. Sapere di aver risolto un problema, e che quella soluzione è vera, senza se e senza ma, e lo sarà per sempre fino alla fine dell'universo, per il matematico dev'essere un premio eccezionale.

Antonio Candeliere ha detto...

bel blog

Anonimo ha detto...

salve amici Io apprezzato questo lavoro nel tuo blog si sta facendo un buon lavoro molto bello!:)
scusa mio cattivo italiano
ciau